Monitoraggio di filiera nel settore moda: il modello condiviso per ridurre i rischi e rafforzare il Made in Italy

La sostenibilità nel sistema moda sta chiaramente evolvendo da un approccio di comunicazione e marketing a un approccio sistemico industriale, capace di integrarsi nei processi operativi e nel business del Brand e della sua Filiera.

Le situazioni globali e locali hanno certamente indirizzato le priorità per le aziende, tra queste la gestione dei rischi sociali, ambientali e reputazionali.

Ecco perchè negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un aumento significativo di controlli, audit, raccolte dati e richieste di conformità. Questo scenario, acuito dagli episodi che hanno coinvolto il Made in Italy, ha reso evidente la necessità di sviluppare strumenti più efficaci e meno frammentati per presidiare i rischi e tutelare il valore del sistema produttivo nazionale.
Da questa urgenza è nato il Tavolo di Lavoro Armonizzazione, un percorso durato oltre un anno che ha coinvolto più di 70 professionisti di circa 50 organizzazioni, tra brand, fornitori, enti di verifica e associazioni di settore.

Perché serve un nuovo approccio alla gestione dei rischi di filiera

La gestione dei rischi non è più un’attività confinata alla compliance: è diventata una leva strategica per garantire continuità operativa, reputazione e trasparenza. Le filiere moda, complesse e spesso frammentate, possono essere esposte a:

  • violazioni dei diritti umani e della compliance legale

  • utilizzo intensivo di sostanze chimiche

  • mancata gestione dell’impatto ambientale

  • scarsa tracciabilità e responsabilità diffusa

  • interruzioni produttive e perdita di competitività

Allo stesso tempo, il quadro normativo – dalla due diligence europea alle normative nazionali – richiede alle aziende sistemi di monitoraggio più robusti, capaci di identificare, prevenire e gestire i rischi lungo tutta la catena, anche per proteggere la continuità dei sistemi produttivi.

I limiti dei sistemi attuali

Il Tavolo di Lavoro ha analizzato criticamente gli strumenti tradizionali del settore, emersi come complessi, inefficienti e a volte incapaci di garantire un reale presidio del rischio:

  • audit troppo “statici”

  • verifiche ripetute da diversi attori con stesso contenuto

  • questionari che generano molti dati ma poca analisi

  • sistemi proprietari non condivisi che duplicano attività e costi

  • raccolte informazioni disomogenee e difficili da confrontare

Il risultato? Tanta burocrazia ma poca efficacia.
Un modello che non protegge adeguatamente né i brand né i fornitori e che, anzi, sovraccarica i secondi senza produrre il valore atteso.

Costruire un sistema armonizzato e condiviso

L’analisi condotta e il confronto con gli stakeholder hanno evidenziato la necessità di un nuovo paradigma: un sistema di monitoraggio condiviso, basato su regole comuni e una governance multi-stakeholder.

Questo nuovo sistema, al momento nelle fasi conclusive di studio del Tavolo e implementazione in @‌Ympact, poggia su cinque principi fondamentali:

1. Approccio basato sul rischio e check-list armonizzata

Non tutte le organizzazioni di filiera presentano la stessa esposizione: occorre mappare correttamente il profilo del fornitore per focalizzare le verifiche sulle aree a maggior rischio. La check-list di raccolta informazioni e verifiche deve contenere tutti i requisiti richiesti dalla normativa e dal mercato come base consistente di controllo a cui possano affidarsi gli attori del mercato, eventualmente aggiungendo pochi controlli tipici del cliente ma centralizzando lo schema di verifica per poterlo condividere.

2. Monitoraggio come processo

Non più verifiche sporadiche, ma definizione di un processo strutturato che prevede raccolta dati, documenti, verifiche sul campo, follow-up, connessione continua con il fornitore, per permettere al fornitore di migliorare e al Brand di monitorarlo costantemente costruendo sistemi di valutazione basati su verifiche chiare e condivise.

3. Supporto tecnologico

La tecnologia come abilitatore di efficienza, di condivisione, di collaborazione, tutti elementi essenziali per un modello innovativo, tracciato e responsabile. Se vogliamo misurare con metodo la riduzione di rischi e impatti, occorre una tecnologia abilitante.

Superare la logica di ogni Cliente che controlla lo stesso fornitore separatamente significa ridurre duplicazioni e costi, alleggerire il carico sui fornitori e migliorare la qualità dei dati disponibili.

4. Verifiche indipendenti

La qualità del processo dipende dal ruolo di auditor /verificatori qualificati capaci di condurre controlli affidabili. Solo organizzazioni e/o professionisti con competenze ed esperienze comprovate possono eseguire l’attività. Il modello per questo li rende attori fondamentali del sistema.

5. Armonizzazione con altri schemi e certificazioni

In caso di fornitori con certificazioni o schemi riconosciuti, alcune verifiche devono essere alleggerite, per dare valore allo sforzo di sistema effettuato, ma solo a determinate condizioni da rendere trasparenti.

Il sistema in costruzione

L’esito del percorso confluisce in un sistema digitale progettato per supportare le imprese nella gestione dei rischi sociali e ambientali attraverso:

  • tracciabilità digitale

  • raccolta dati centralizzata

  • profilazione dinamica dei requisiti

  • database condiviso di documenti, audit e azioni correttive

  • interoperabilità con altri sistemi di settore

La tecnologia diventa così un abilitatore, ma la sua efficacia dipende da regole comuni e da una governance trasparente.

Verso la fase pilota e il lancio del sistema

Con la conclusione degli incontri del Tavolo di Lavoro, il progetto entra ora nella fase pilota, realizzata con la collaborazione di una primaria Organizzazione di Verifica / Ente di Auditing.
Questa fase consente di:

  • testare il modello sul campo

  • raccogliere feedback dalle imprese

  • perfezionare strumenti, checklist e report

  • rafforzare un sistema che mira a diventare riferimento per il settore

L’obiettivo finale è chiaro: favorire la crescita di filiere più trasparenti, responsabili e resilienti, ridurre ridondanze e costi, aumentare la qualità delle verifiche e tutelare il valore del Made in Italy.

A breve, pronti per la condivisione!

Ympact prosegue il percorso collaborativo a supporto di un settore moda più sicuro, competitivo e sostenibile. Grazie alle tante persone che stanno supportando il progetto con passione e perseveranza, a breve potremo lanciare il sistema. Nelle prossime settimane, proseguiremo qui con la condivisione degli aggiornamenti, continua a leggere i nostri articoli!

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